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Tessere Trame al Festival del Diritto

Venerdì 27 settembre, Tessere Trame ha partecipato al reading musicale “Viaggio nelle pieghe nascoste della democrazia in compagnia delle canzoni di Fabrizio De Andrè” della Trasgressione band, con la lettura del brano: Chi difenderà gli indifesi?

L’ autrice (una donna nigeriana detenuta alle Novate) ha partecipato, con un altro brano, alla raccolta Senza Sosta Parole Prigioniere, volume curato da Tessere Trame in collaborazione con l’Associazione Oltre il muro e la redazione del giornale del carcere Sosta forzata.

Il racconto letto da Barbara Garlaschelli lo vogliamo condividere con voi.

 

CHI DIFENDERÀ GLI INDIFESI?

di P.A.

 

(traduzione dall’inglese di Nicoletta Vallorani)

 

La legge ha detto: chiudeteli dentro, perché hanno commesso un cri- mine, perché hanno infranto la legge, perché non sono adatti a restare nella società civile.

Li hanno ammanettati. Li hanno presi e rinchiusi in un mondo a parte, che è diviso dal mondo esterno da porte di ferro, circondato da recinti di filo spinato, chiusi da grandi e potenti cancelli di ferro.

Una volta messi sotto chiave, loro diventano come bambini, senza difesa e senza forza. A nessuno importa più di quel che provano.

Hanno detto loro che la legge è uguale per tutti, ma per chi non ha potere non è così: per loro la legge è come una spina nella carne.

Implorano e implorano, ma a nessuno importa.

Chi è senza difesa a volte capisce che è molto facile entrare in questo mondo a parte attraverso il grande cancello di ferro, ma è difficilissimo uscirne.

Separati dalle persone che amano, dalla vita che avevano prima.

La legge stabilisce quando devono mangiare, se devono comunicare con i loro cari, se possono ricevere cure mediche e infine se possono attraversare il cancello di ferro per uscire.

La vita diventa impossibile e insopportabile per loro.

 

Piangono e piangono, ma nessuno li ascolta.

Mille voci che implorano da questo mondo sotto chiave

Mille mani che scrivo da questo mondo sotto chiave, separato da tutto, per vedere se qualcuno là fuori ascolterà o leggerà il loro grido di dolore.

Sono privi di qualunque difesa, e quel che è peggio è che a nessuno interessa sapere quanto dolore c’è nei loro cuori. A nessuno interessa capire quanto è profondo il loro pentimento.

Per colazione mangiano confessione e preoccupazione. Per pranzo mangiano umiliazione e rifiuto. Per cena mangiano solitudine e disperazione Le loro lacrime scorrono come un fiume finché non hanno più lacrime da piangere. Vivono in un mondo in cui ogni secondo, ogni minuto passa con dolore. Cercano di ridere, ma è una risata finta e forzata. Oh, gridano, chi difenderà gli indifesi?

Non importa come cercheranno di dimostrare che sono divenuti persone diverse: nessuno vuole crederlo.

Cercano di difendere i loro diritti. La legge dirà che non sanno quello che dicono: dopotutto, sono criminali.

Invece di essere ascoltati, riceveranno altre punizioni oltre a quelle che hanno già ricevuto.

 

Adesso dimmi: come possono compiacere la legge se ora sono solo dei condannati dimenticati da tutti? Forse che i criminali non sono ne- anche esseri umani? Chi infrange la legge smette di essere umano? Se è vero che sono umani, come esseri umani non possono forse diventare migliori?

E continuano a chiedere: chi difenderà gli indifesi?

Le loro vite hanno accumulato tensioni e angoscia.

La legge tiene in pugno la vita degli indifesi fino a privarli persino della loro religione.

Hanno cercato di reclamare i loro diritti, gridano e piangono ogni giorno perché qualcuno si occupi di loro, proprio come i bambini pian- gono ogni volta che hanno bisogno di qualcosa, ma i bambini ottengono attenzione dalle loro madri. Chi è indifeso non riesce a ottenere l’attenzione della legge.

Continuano ad aspettare senza speranza di essere ascoltati.

Oh! Chi difenderà gli indifesi?

Mentre vivono nel mondo degli infelici, ogni giorno trascorre nel do- lore e nella pena

Sono stati rinchiusi dietro porte di ferro come uccelli chiusi in una gabbia.

Le loro vite sono consumate dall’angoscia e i loro anni dal lamento. Le loro lacrime sono state l’unico cibo di giorno e di notte.

 

 

© Barbara Garlaschelli. Auditorium Sant'Ilario (Piacenza), Festival del Diritto 2013. (foto di Giampaolo Poli

© Barbara Garlaschelli Auditorium Sant’Ilario (Piacenza), Festival del Diritto 2013 – foto di Giampaolo Poli

 

©auditorium Sant'Ilario (Piacenza), Festival del Diritto, 2013 (foto di Giampaolo Poli)

©Auditorium Sant’Ilario (Piacenza), Festival del Diritto, 2013 (foto di Giampaolo Poli)

©Auditorium Sant'Ilario (Piacenza), Festival del Diritto 2013 (foto di Giampaolo Poli)

©Auditorium Sant’Ilario (Piacenza), Festival del Diritto 2013 (foto di Giampaolo Poli)

 

 

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Nel segno della donna: Tessere Trame a Caorso

Municipio di Caorso Centralino 0523 814711 - Telefax 0523 821109 - ArticoliIn coda alle celebrazioni per la festa della donna, il comune di Caorso ha chiesto alla nostra socia Enza Iozzia di organizzare un evento che festeggiasse l’impegno del genere femminile nelle arti, nell’artigianato e nel volontariato.
E’ nata così la manifestazione NEL SEGNO DELLA DONNA, presso l’accogliente e rinnovato cinema Fox, con inaugurazione sabato 9 e chiusura domenica 17 marzo.

Sabato, con l’apertura della mostra della pittrice Elisabetta Manghi, si comincia: i suoi soggetti esclusivamente femminili e l’uso molto energico dei colori fanno da cornice alla musica, ai libri, e ai piccoli gioielli lavorati all’uncinetto da Mary Selvagio, portando note nuove e diverse, ma tutte legate a antiche tradizioni.

L’associazione musicale Microkosmos cura la colonna sonora del pomeriggio, e la sua presidente Katia Spadola non solo ci offre musica d’arte e brani scritti da lei, ma mette alla prova una pattuglia di strumentisti in erba, tutti allievi dell’associazione, che, senza alcuna esitazione si esibiscono in brevi e convincenti saggi, riscuotendo un meritato successo. La più piccola, non arrivando alla tastiera, ha collaborato con l’insegnate, e seduta in braccio a lei, ha suonato la sua parte con grazia e concentrazione, meritandosi un grande applauso alla fine. Continua a leggere

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Senza Sosta, Parole Prigioniere e Tessere Trame

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Generalmente si passa prima dal tribunale poi si va in prigione. Noi di Tessere Trame abbiamo cominciato dalla prigione e sono poi siamo state invitate in tribunale.

Giovedì 28 febbraio abbiamo presentato, nella sontuosa aula delle colonne del Tribunale di Piacenza, Senza Sosta – Parole Prigioniere, un volumetto nato dall’incontro con i detenuti del carcere delle Novate e il loro periodico Sosta Forzata diretto da Carla Chiappini, con la collaborazione dell’associazione Oltre il Muro e l’Asp cittadino.

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Elisabetta Spaini – Barbara Garlaschelli di Tessere Trame

Lo scorso anno abbiamo realizzato un percorso di lettura – scrittura con le detenute (le volenterose partecipanti erano tutte straniere) e abbiamo scoperto un grande interesse per la parola scritta come espressione di uno stato d’animo, di un ricordo carico di nostalgia o di un proposito per il futuro, e ci siamo anche imbattute in qualche vero talento.

Sosta Forzata seleziona ogni anno racconti per il concorso “Parole oltre il muro”, premio dedicato agli scritti dei detenuti e, scegliendo lì tra quelli che ci sembravano più emozionanti, unendoli poi a quelli che si sono distinti nel nostro percorso letterario e, infine, mischiandoli con altri di scrittori “veri”, abbiamo confezionato una pubblicazione che offre un valore sia letterario che umano di grande spessore e autenticità.

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Siamo dunque arrivate per prime in tribunale per guardarci bene intorno: abbiamo respirato l’autorevolezza di una stanza antica e severa, che, sotto il fatidico motto La legge è uguale per tutti, contemplava il vetusto scranno del giudice con gli altrettanto nobili sedili per i giudici a latere, attorno a un tavolo semicircolare in legno di grande bellezza.

C’era di che essere intimiditi.

Pian piano affluiva il pubblico, mentre noi gustavamo il “nostro” libretto fresco e profumato di stampa, disponendone una cinquantina di copie sull’austero tavolo.

Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito abbiamo letto un monologo preparato per l’occasione – ricavato da brani di tanti racconti tra quelli contenuti in Senza Sosta – in maniera da sembrare scritto da un’unica mano per avvalorare l’idea che il livello tra gli scrittori di professione e gli scrittori per reclusione non è poi così distante.

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Abbiamo proseguito con due racconti letti per intero che, ascoltati nel silenzio assorto della sala, sprigionavano tutto il loro pathos e il loro sottile umorismo.

Al termine ha voluto dare la sua testimonianza Ugo, ex detenuto-scrittore, accompagnato dalla sua graziosa e ubbidientissima cagnolona, che non si è separata nemmeno un secondo da lui, incurante delle coccole che tutti le abbiamo offerto. Raro esempio di coerenza e incorruttibilità: chissà se questa maiuscola Aula Delle Colonne ha mai ospitato prima d’ora le silenziose istanze un cane?

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Senza Sosta: presentazione giovedì 28 febbraio ore 16 Sala delle colonne Tribunale di Piacenza

ph. Daniela Losini

Abbiamo progettato una book performance per il libro Senza Sosta, del quale abbiamo già parlato qui.

Si tratta di un volume curato da noi di Tessere Trame e scritto da alcuni detenuti del carcere di Piacenza. Il volume  verrà presentato giovedì 28 febbraio  nell’Aula 6 – Sala delle colonne (piano terra)  del Tribunale di Piacenza, alle ore 16.

Saranno presenti: Valeria Parietti (presidente dell’Associazione Oltre il muro);  Brunello Buonocore (ASP città di Piacenza); Barbara Garlaschelli e Elisabetta Spaini (dell’associazione culturale Tessere Trame) e, importante, un ex detenuto che racconterà la sua esperienza.

 

Credo che il senso profondo di questo impegno sia l’idea o l’utopia di creare una comunità di uomini e donne di tutte le età e provenienze che condividono per un lasso di tempo imprevedibile un piccolo spazio del mondo, scambian- dosi esperienze, storie, pensieri e sentimenti. Anche per il solo piacere di conoscersi, di incontrarsi con la scrittura, in una lingua che per alcuni è materna e per altri no. Senza per questo rinunciare a stupire il lettore. Non è raro, infatti, trovare nelle parole delle persone straniere la straordinaria asciuttezza della necessità. 

In fondo, quello che volevo dire è che stiamo introducendovi, cari lettori, a un privilegio, a un incontro ravvicinato. Non è cosa da poco. 

Questo piccolo libro è il risultato dell’impegno delle amiche scrittrici di “Tessere Trame” che hanno mescolato i loro racconti a quelli delle persone ristrette: un grazie infinito a loro, a Brunello Buonocore, collega e amico prezioso, ad Alberto Gromi, che ha arricchito il lavoro con le sue riflessioni.

Carla Chiappini Direttore di “Sosta Forzata” giornale della Casa Circondariale di Piacenza 

Un’esperienza di scrittura e confronto che ci ha coinvolto e portato in un mondo tutto da raccontare che ora possiamo aprire anche a voi.

Vi aspettiamo!

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