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buffet 17 settembre 2017

Buffet letterari Non di solo pane

 buffet 17 settembre 2017
Ricominciano i buffet letterari “Non di solo pane” organizzati dalla nostra Associazione.

Domenica 17 settembre, ore 17.00 verrà presentata l’antologia “In viaggio” racconti inediti del Sviaggiatori, volume II della collana Sdiario, Edizioni del Gattaccio​.

Sponsor: l’Associazione Culturale Tessere Trame ​ e il blog Sdiario​.
Partner: Libreria Fahrenheit 451, Piacenza e Cose Buone, Sant’Antonio (Piacenza)

I buffet sono aperti ai soli soci di Tessere Trame, ma diventare soci è semplicissimo e lo si può fare via web o direttamente al buffet.

I prossimi saranno il 15 ottobre e il 12 novembre e saranno strepitosi.
Sosteneteci e seguiteci, non ve ne pentirete.

Prenotazione obbligatoria scrivendo a: nondisolopane2013@gmail.com entro il 15 settembre.

La condivisione è gradita.

Per associarvi potete andare qui: http://www.tesseretrame.com/come-associarsi/

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Senza Sosta: presentazione giovedì 28 febbraio ore 16 Sala delle colonne Tribunale di Piacenza

ph. Daniela Losini

Abbiamo progettato una book performance per il libro Senza Sosta, del quale abbiamo già parlato qui.

Si tratta di un volume curato da noi di Tessere Trame e scritto da alcuni detenuti del carcere di Piacenza. Il volume  verrà presentato giovedì 28 febbraio  nell’Aula 6 – Sala delle colonne (piano terra)  del Tribunale di Piacenza, alle ore 16.

Saranno presenti: Valeria Parietti (presidente dell’Associazione Oltre il muro);  Brunello Buonocore (ASP città di Piacenza); Barbara Garlaschelli e Elisabetta Spaini (dell’associazione culturale Tessere Trame) e, importante, un ex detenuto che racconterà la sua esperienza.

 

Credo che il senso profondo di questo impegno sia l’idea o l’utopia di creare una comunità di uomini e donne di tutte le età e provenienze che condividono per un lasso di tempo imprevedibile un piccolo spazio del mondo, scambian- dosi esperienze, storie, pensieri e sentimenti. Anche per il solo piacere di conoscersi, di incontrarsi con la scrittura, in una lingua che per alcuni è materna e per altri no. Senza per questo rinunciare a stupire il lettore. Non è raro, infatti, trovare nelle parole delle persone straniere la straordinaria asciuttezza della necessità. 

In fondo, quello che volevo dire è che stiamo introducendovi, cari lettori, a un privilegio, a un incontro ravvicinato. Non è cosa da poco. 

Questo piccolo libro è il risultato dell’impegno delle amiche scrittrici di “Tessere Trame” che hanno mescolato i loro racconti a quelli delle persone ristrette: un grazie infinito a loro, a Brunello Buonocore, collega e amico prezioso, ad Alberto Gromi, che ha arricchito il lavoro con le sue riflessioni.

Carla Chiappini Direttore di “Sosta Forzata” giornale della Casa Circondariale di Piacenza 

Un’esperienza di scrittura e confronto che ci ha coinvolto e portato in un mondo tutto da raccontare che ora possiamo aprire anche a voi.

Vi aspettiamo!

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Tessere Trame al lavoro!

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Dicembre è stato un mese operativamente intenso e denso di eventi per Tessere Trame.

Il giorno 9 c’è stata la terza presentazione di Mappe sulla Pelle. Dopo il Festival del Libro di Roma e il Book Festival di Pisa, un manipolo di agguerrite autrici va a incontrare il pubblico del Caffè Letterario di Bergamo, organizzando un confronto con i lettori affezionati della libreria sui temi della creatività al femminile, che è poi la sostanza del nostro libro: quali strade le donne di varie epoche hanno imboccato per poter esprimere i loro talenti. Sono intervenute: Carmen Covito, Daniela Losini, Barbara Garlaschelli e Elisabetta Spaini, con la conduzione di Eugenia Gilardi, la bergamasca del gruppo, in veste di padrona di casa.

Il 10, in occasione dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1948), abbiamo presentato un piccolo evento nel carcere di Piacenza, in collaborazione con il Servizio alla Persona del Comune, la redazione del giornale del carcere Sosta Forzata e l’associazione di volontariato Oltre il muro, che si interessano dei problemi dei detenuti.

In vista della pubblicazione del volume Senza Sosta – l’antologia di racconti scritti da detenuti e curata dalla nostra Associazione -, abbiamo proposto la lettura di alcuni brani – tra quelli scelti per la pubblicazione – nei quali gli autori hanno messo su pagina le loro nostalgie, i loro ricordi, la volontà di ricominciare e la speranza di una nuova vita fuori dalle celle anguste. Abbiamo cucito queste letture con aforismi e brevi frasi di autori celebri che hanno vissuto l’esperienza del carcere, accompagnandole da foto evocative.

Nella Cappella, trasformata per l’occasione in auditorium, sono stati letti alcuni articoli della Dichiarazione, unitamente al suo importante Preambolo. Il pubblico era transnazionale e poliglotta, ragione per la quale è stato stampato il documento il varie lingue: è troppo importante comprendere che l’uguaglianza non è un buon sentimento individuale, ma che la formula Uomo = Uomo è un concetto sancito da una legge universale, promulgata dalle Nazioni Unite tanti anni fa. Un’idea che non dovrebbe avere confini.

Ultima uscita per il 2012: presentazione di Mappe sulla Pelle presso la sala consiliare del Consiglio di Zona 7.

Sono stati promossi dal Comune di Milano tre incontri con i lettori della zona, il primo dei quali ha il suo svolgimento nell’ufficialità della sala comunale, e si avvale della partecipazione di Carmen Covito, Daniela Losini e Elisabetta Spaini che legge alcuni brani dal libro, lasciando poi la parola alle altre due autrici per rispondere alle domande – numerose – del pubblico, incuriosito dall’originalità dei testi.

Il 2013 vedrà Tessere Trame attiva sul campo editoriale e di promozione culturale a livello locale e nazionale.

Seguiteci e dateci – se ne avete voglia – le vostre opinioni, consigli e riflessioni.

A presto

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Un mondo a parte – Letture in carcere

C’è un mondo a parte, che difficilmente conosciamo, per quanto sia geograficamente molto vicino al nostro. A volte è appena fuori città, come accade a Piacenza. E’ un mondo spesso fatto di capannoni bassi e cortili. In un giorno di sole, può sembrarti persino un posto piacevole, almeno finché non consegni i documenti d’identità all’ingresso, non rispondi alle richieste di informazione dell’agente di guardia e non varchi la soglia perché i cancelli ti si possano chiudere alle spalle. Allora capisci che stai entrando, appunto, in un mondo a parte.

Tessere Trame ha avuto la possibilità e per certi versi il privilegio di varcare quel cancello e di portare nella sezione femminile del carcere di Piacenza un piccolo contributo: una serie di tre incontri sulla lettura e la scrittura, destinato da donne a donne, attraverso la preziosissima mediazione dell’A.S.P. – Servizi alla persona di Piacenza.

L’idea di base era semplice: entrare in questo posto di sbarre e cancelli, dialogare con le detenute che avevano voglia di partecipare, provare a convincerle che leggere serve, ed è importante per vivere. Indurle anche a provare a leggere a voce alta, ascoltando ogni parola e dunque imparando anche a usarla meglio e poi a scriverla.

La motivazione alla lettura passa attraverso la comprensione delle necessità del letture. Non si può proporre qualunque cosa, indipendentemente da chi ne è il destinatario. Occorre ragionare un poco sul genere di “musica” del testo che può appassionare il lettore ideale al punto di convincerlo, anche in una situazione non facile come quella carceraria, che ci si può avvicinare a un buon libro e forse, perché no, dopo aver letto, provare a dar forma alle proprie emozioni attraverso parole proprie.

Nella fase progettuale, avevamo immaginato un piccolo laboratorio nel quale avremmo proposto una serie di testi, per lo più in forma di diario, per poi discuterli e magari provare a scrivere qualcosa di specifico, su tematiche selezionate insieme. Ma i progetti hanno un senso solo quando si incontrano coi fatti, altrimenti bisogna rimodellarli e renderli compatibili con chi deve diventarne parte. Al nostro primo ingresso nella piccola saletta destinata al laboratorio, di fronte alle detenute diffidenti ma incuriosite che avevano risposto al nostro invito, ci siamo rese conto che avremmo dovuto cambiare il programma in corsa. Dovevamo improvvisare e rimodulare il puzzle di interventi. Dovevamo saper ascoltare prima di parlare noi, altrimenti le avremmo perse immediatamente. Perciò, un pezzettino per volta e accettando la sfida, siamo arrivate alla fine di questo breve percorso un po’ a braccio e un po’ usando quel che siamo e quel che sappiamo fare. E ne abbiamo avuto in cambio alcune considerazioni che vorremmo condividere.

La prima osservazione riguarda lo scarso interesse delle italiane, che per lo più sono passate a curiosare, hanno salutato, ringraziato e poi declinato l’invito. Qualcuna dichiarava pessimi ricordi scolastici, altre dicevano con chiarezza di non avere alcuna intenzione di “tornare sui libri”. Le straniere, invece, son rimaste. Qualcuna è arrivata con carta e penna, qualche altra portando solo se stessa e la sua curiosità. In sostanza, però, non se ne sono andate. In modi molto diversi, alcune intervenendo di continuo e altre restando in silenzio, attente e concentrate, ma senza dire una sola parola, tutte in qualche modo hanno provato a partecipare. Man mano che la diffidenza si scioglieva nel desiderio di capire, o in quello, semplicemente, di parlare di questioni che non avessero a che fare con la loro condizione di detenzione, la pressione esercitata da mura, chiavi e sbarre alle finestre diventava meno percepibile. Per un po’ ci si è dimenticati di essere in un luogo di reclusione. Discorsi di cinema, televisione, teatro e moda hanno alla fine portato alla lettura di qualche testo scritto da loro, in questa toccante – a tratti esibita e a tratti nascosta – esibizione di sé, delle proprie emozioni, della propria “musica” e voce. Nei testi, c’era tanta vita normale, e tanto desiderio di averla, una vita normale: stralci di quotidianità, amore materno, rabbia per la sorte degli indifesi, allusioni familiari lontani, desideri per il futuro o delusione per il tempo che passa in attesa di processi che tardano troppo.

Ci si è lasciati all’ultimo incontro e dopo un tempo così breve, con la sensazione di aver compreso qualcosa in più della vita e dell’utilità della cultura nei percorsi di reintegrazione nel sociale. E varrebbe la pena di riprendere da qui, se fosse possibile e appena lo sarà, per cominciare, ci auguriamo, un percorso che possa continuare nel tempo.

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Corsi, percorsi, ricorsi di lettura creativa

Rossina dei libri, disegno di Barbara Garlaschelli©2011

 

Era il 2000 quando, in collaborazione con Graziella Perin amica traduttrice e operatrice teatrale, iniziammo una nuova avventura presso la Biblioteca comunale Gallaratese di  Via Quarenghi, 21 a Milano.

Questa avventura consisteva in “corsi e percorsi di lettura creativa” che avevamo battezzato: IL LETTORE INCANTATO (parafrasando Il viaggiatore incantato di Nikolaj Leskov).

L’idea ci venne perché, già allora, continuavano a nascere uno dopo l’altro corsi di scrittura creativa (io stessa ne avevo seguiti, come allieva, un paio). Quello che mancava erano invece spazi di lettura collettiva, di condivisione di pagine già scritte e non da scrivere.

L”Italia, si sa, è un Paese in cui molti scrivono e pochi leggono (anche se è in atto una controtendenza, seppur ancora debole), per questo ancora oggi sentiamo – come artiste e persone che vivono di e con i libri – l’esigenza di proporre corsi, percorsi e ricorsi di lettura creativa.

 

Noi di Tessere Trame stiamo elaborando una serie di incontri in cui il libro sarà il punto di partenza (anche le nostre book-performance ruotano attorno a questo punto fondamentale); accosteremo autori tra i più diversi e temi tra i più disparati, creando sentieri nelle parole di chi ci ha accompagnato, con le proprie storie, durante la nostra vita. Dalla narrativa al teatro, dalla saggistica alla poesia, nulla verrà tralasciato.

 

Restate con noi e vi racconteremo grandi avventure.

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È andata così

È andata così: sto a Milano da forse 25 anni.

Ho amato questa città, e ne sono stata ricambiata. Però ora succede questo: da quindici anni, più o meno, questo posto ha smesso di crescere, si è rattrappito in un orizzonte angusto e senza respiro (direi alla lettera, dati i livelli di inquinamento), virtualmente aperto all’universo (nel senso: come simulazione virtuale, quella che anima l’Expo) e in realtà del tutto autoreferenziale.

È triste. È inaccettabile. E questa frenesia immobiliare scatenata dall’Expo dovrebbe, in effetti, se non fossimo tutti sedati dal succedersi affannoso degli eventi, suscitare indignazione. Ecco.

Zoe Libra è una miccia.

Sarebbe bello che la sua crociata da fantasma desse fuoco alle polveri. È tornata apposta. Alla fine dell’ultima storia, la spazzina detective aveva deciso di fermarsi un po’, e io pensavo che fosse per sempre. Mi sbagliavo. Risvegliata dall’inatteso fiorire di Expo-lapponi e criceti, Zoe ha deciso che era tempo di tornare.

Ha fatto bene.

Magari ora resta.

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