Archivio tag: associazione culturale

Tessere Trame al lavoro!

406605_564922793524502_1421838390_n

 

Dicembre è stato un mese operativamente intenso e denso di eventi per Tessere Trame.

Il giorno 9 c’è stata la terza presentazione di Mappe sulla Pelle. Dopo il Festival del Libro di Roma e il Book Festival di Pisa, un manipolo di agguerrite autrici va a incontrare il pubblico del Caffè Letterario di Bergamo, organizzando un confronto con i lettori affezionati della libreria sui temi della creatività al femminile, che è poi la sostanza del nostro libro: quali strade le donne di varie epoche hanno imboccato per poter esprimere i loro talenti. Sono intervenute: Carmen Covito, Daniela Losini, Barbara Garlaschelli e Elisabetta Spaini, con la conduzione di Eugenia Gilardi, la bergamasca del gruppo, in veste di padrona di casa.

Il 10, in occasione dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1948), abbiamo presentato un piccolo evento nel carcere di Piacenza, in collaborazione con il Servizio alla Persona del Comune, la redazione del giornale del carcere Sosta Forzata e l’associazione di volontariato Oltre il muro, che si interessano dei problemi dei detenuti.

In vista della pubblicazione del volume Senza Sosta – l’antologia di racconti scritti da detenuti e curata dalla nostra Associazione -, abbiamo proposto la lettura di alcuni brani – tra quelli scelti per la pubblicazione – nei quali gli autori hanno messo su pagina le loro nostalgie, i loro ricordi, la volontà di ricominciare e la speranza di una nuova vita fuori dalle celle anguste. Abbiamo cucito queste letture con aforismi e brevi frasi di autori celebri che hanno vissuto l’esperienza del carcere, accompagnandole da foto evocative.

Nella Cappella, trasformata per l’occasione in auditorium, sono stati letti alcuni articoli della Dichiarazione, unitamente al suo importante Preambolo. Il pubblico era transnazionale e poliglotta, ragione per la quale è stato stampato il documento il varie lingue: è troppo importante comprendere che l’uguaglianza non è un buon sentimento individuale, ma che la formula Uomo = Uomo è un concetto sancito da una legge universale, promulgata dalle Nazioni Unite tanti anni fa. Un’idea che non dovrebbe avere confini.

Ultima uscita per il 2012: presentazione di Mappe sulla Pelle presso la sala consiliare del Consiglio di Zona 7.

Sono stati promossi dal Comune di Milano tre incontri con i lettori della zona, il primo dei quali ha il suo svolgimento nell’ufficialità della sala comunale, e si avvale della partecipazione di Carmen Covito, Daniela Losini e Elisabetta Spaini che legge alcuni brani dal libro, lasciando poi la parola alle altre due autrici per rispondere alle domande – numerose – del pubblico, incuriosito dall’originalità dei testi.

Il 2013 vedrà Tessere Trame attiva sul campo editoriale e di promozione culturale a livello locale e nazionale.

Seguiteci e dateci – se ne avete voglia – le vostre opinioni, consigli e riflessioni.

A presto

Share

Le donne raccontano – presentazione al Centro Gotico di Piacenza sabato 10 marzo dalle 17

Sabato 10 marzo dalle ore 17 l’Associazione TESSERE TRAME in collaborazione con la Libreria COOP presenterà presso la piazzetta del CENTRO GOTICO di Piacenza (Emilia Parmense, 151):

LE DONNE RACCONTANO, percorso di donne vere e immaginarie che nel corso del tempo si sono confrontate con il potere maschile.

Una carrellata che parte dalle donne della mitologia classica, attraversa velocemente i secoli e si sofferma brevemente su alcuni esempi di donne immaginate dagli uomini – come i personaggi femminili a teatro – per finire con le donne che negli ultimi 150 anni conquistano i diritti civili e si battono per la piena parità.

La chiacchierata celebrativa sarà anche l’occasione per presentare Scriveggere, che si terrà presso la Libreria Coop a partire dal 21 marzo. E’ un laboratorio di lettura tessuta insieme alla scrittura, ovvero: attraverso l’indignazione e l’ironia cerchiamo di combattere le offese della vita con le armi delle parole.

Vi aspettiamo!

Share

Un mondo a parte – Letture in carcere

C’è un mondo a parte, che difficilmente conosciamo, per quanto sia geograficamente molto vicino al nostro. A volte è appena fuori città, come accade a Piacenza. E’ un mondo spesso fatto di capannoni bassi e cortili. In un giorno di sole, può sembrarti persino un posto piacevole, almeno finché non consegni i documenti d’identità all’ingresso, non rispondi alle richieste di informazione dell’agente di guardia e non varchi la soglia perché i cancelli ti si possano chiudere alle spalle. Allora capisci che stai entrando, appunto, in un mondo a parte.

Tessere Trame ha avuto la possibilità e per certi versi il privilegio di varcare quel cancello e di portare nella sezione femminile del carcere di Piacenza un piccolo contributo: una serie di tre incontri sulla lettura e la scrittura, destinato da donne a donne, attraverso la preziosissima mediazione dell’A.S.P. – Servizi alla persona di Piacenza.

L’idea di base era semplice: entrare in questo posto di sbarre e cancelli, dialogare con le detenute che avevano voglia di partecipare, provare a convincerle che leggere serve, ed è importante per vivere. Indurle anche a provare a leggere a voce alta, ascoltando ogni parola e dunque imparando anche a usarla meglio e poi a scriverla.

La motivazione alla lettura passa attraverso la comprensione delle necessità del letture. Non si può proporre qualunque cosa, indipendentemente da chi ne è il destinatario. Occorre ragionare un poco sul genere di “musica” del testo che può appassionare il lettore ideale al punto di convincerlo, anche in una situazione non facile come quella carceraria, che ci si può avvicinare a un buon libro e forse, perché no, dopo aver letto, provare a dar forma alle proprie emozioni attraverso parole proprie.

Nella fase progettuale, avevamo immaginato un piccolo laboratorio nel quale avremmo proposto una serie di testi, per lo più in forma di diario, per poi discuterli e magari provare a scrivere qualcosa di specifico, su tematiche selezionate insieme. Ma i progetti hanno un senso solo quando si incontrano coi fatti, altrimenti bisogna rimodellarli e renderli compatibili con chi deve diventarne parte. Al nostro primo ingresso nella piccola saletta destinata al laboratorio, di fronte alle detenute diffidenti ma incuriosite che avevano risposto al nostro invito, ci siamo rese conto che avremmo dovuto cambiare il programma in corsa. Dovevamo improvvisare e rimodulare il puzzle di interventi. Dovevamo saper ascoltare prima di parlare noi, altrimenti le avremmo perse immediatamente. Perciò, un pezzettino per volta e accettando la sfida, siamo arrivate alla fine di questo breve percorso un po’ a braccio e un po’ usando quel che siamo e quel che sappiamo fare. E ne abbiamo avuto in cambio alcune considerazioni che vorremmo condividere.

La prima osservazione riguarda lo scarso interesse delle italiane, che per lo più sono passate a curiosare, hanno salutato, ringraziato e poi declinato l’invito. Qualcuna dichiarava pessimi ricordi scolastici, altre dicevano con chiarezza di non avere alcuna intenzione di “tornare sui libri”. Le straniere, invece, son rimaste. Qualcuna è arrivata con carta e penna, qualche altra portando solo se stessa e la sua curiosità. In sostanza, però, non se ne sono andate. In modi molto diversi, alcune intervenendo di continuo e altre restando in silenzio, attente e concentrate, ma senza dire una sola parola, tutte in qualche modo hanno provato a partecipare. Man mano che la diffidenza si scioglieva nel desiderio di capire, o in quello, semplicemente, di parlare di questioni che non avessero a che fare con la loro condizione di detenzione, la pressione esercitata da mura, chiavi e sbarre alle finestre diventava meno percepibile. Per un po’ ci si è dimenticati di essere in un luogo di reclusione. Discorsi di cinema, televisione, teatro e moda hanno alla fine portato alla lettura di qualche testo scritto da loro, in questa toccante – a tratti esibita e a tratti nascosta – esibizione di sé, delle proprie emozioni, della propria “musica” e voce. Nei testi, c’era tanta vita normale, e tanto desiderio di averla, una vita normale: stralci di quotidianità, amore materno, rabbia per la sorte degli indifesi, allusioni familiari lontani, desideri per il futuro o delusione per il tempo che passa in attesa di processi che tardano troppo.

Ci si è lasciati all’ultimo incontro e dopo un tempo così breve, con la sensazione di aver compreso qualcosa in più della vita e dell’utilità della cultura nei percorsi di reintegrazione nel sociale. E varrebbe la pena di riprendere da qui, se fosse possibile e appena lo sarà, per cominciare, ci auguriamo, un percorso che possa continuare nel tempo.

Share

Mappe sulla Pelle: raccontare un debutto è raccontare le persone

Il debutto di Mappe sulla pelle alla Libreria Millevolti di Torino è stata l’occasione per misurarci con i nostri monologhi (in questo caso quello di Daniela Losini sulla couturier Coco Chanel e quello di Barbara Garlaschelli sulla scrittrice Joyce Carol Oates).

L’incrocio di voci e sguardi, i rimandi da un testo all’altro, la musica dal vivo di Giampaolo Poli che, eccezionalmente, in questa occasione ci ha fatto da colonna sonora, le parole introduttive e conclusive di Eugenia Gilardi, l’attenzione del pubblico, gli appalusi, le domande a fine reading, ci hanno trasmesso segnali positivi.

Ci hanno dato la sensazione che quella percorsa da Mappe è una strada interessante e coinvolgente, non solo per noi autrici e voci dei monologhi, ma soprattutto per il pubblico che ci ha ascoltate.

Continua a leggere

Share

Quando le idee diventano azioni

È da qualche anno che ci pensiamo: mettere insieme delle forze per riuscire a fare qualcosa che in qualche modo riconosca il nostro desiderio comune di agire concretamente nel mondo della cultura, che poi, pensarci bene, tutto è cultura. Persino scegliere di andare al mare o in montagna è una scelta culturale.

Ora, se c’è una parola che si è riusciti a svuotare quasi completamente di significato è proprio la parola cultura. Un po’ ci ha pensato l’assioma cultura/noia un po’ abbiamo lasciato anche noi che succedesse perché siamo stati presi a fare altro delegando questo compito ad altri.

La cosa curiosa è che, invece, la necessità di aggregare persone attorno a un libro, un film, una suggestione è più viva che mai.
Continua a leggere

Share

Il debutto

Carugate, 19 marzo 2011

Trame: si formano incrociando fili, che sono tanto più belli quanto più diversi sono i loro colori. Per intrecciarli ci vogliono attenzione, tecnica, cura e talento, e un amore infinito. I fili possono spezzarsi, o farsi talmente sottili da perdersi nell’ordito. Il segreto è conservarli tutti, ma far sì che dipanino insieme un disegno che è, semplicemente, armonico, e prezioso perché unico. Non è facile, e non sempre riesce. È una fatica paziente e intrigante. Un lavoro complicato, e quindi da donne.

Tessere: è l’operazione dell’artigiano esperto, che però deve imparare a dare forma e colore al suo sentire. Solo così diventerà un’artista. Per lo più è un atto solitario, che tuttavia ha bisogno di altre voci e di colori diversi. Una tessitura fatta di un colore solo, per quanto sofisticata e abile, resta una voce soltanto. L’armonia dell’insieme è l’obiettivo più ambizioso. Ed è quello cui noi aspiriamo.

Continua a leggere

Share