Senza Sosta, Parole Prigioniere e Tessere Trame

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Generalmente si passa prima dal tribunale poi si va in prigione. Noi di Tessere Trame abbiamo cominciato dalla prigione e sono poi siamo state invitate in tribunale.

Giovedì 28 febbraio abbiamo presentato, nella sontuosa aula delle colonne del Tribunale di Piacenza, Senza Sosta – Parole Prigioniere, un volumetto nato dall’incontro con i detenuti del carcere delle Novate e il loro periodico Sosta Forzata diretto da Carla Chiappini, con la collaborazione dell’associazione Oltre il Muro e l’Asp cittadino.

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Elisabetta Spaini – Barbara Garlaschelli di Tessere Trame

Lo scorso anno abbiamo realizzato un percorso di lettura – scrittura con le detenute (le volenterose partecipanti erano tutte straniere) e abbiamo scoperto un grande interesse per la parola scritta come espressione di uno stato d’animo, di un ricordo carico di nostalgia o di un proposito per il futuro, e ci siamo anche imbattute in qualche vero talento.

Sosta Forzata seleziona ogni anno racconti per il concorso “Parole oltre il muro”, premio dedicato agli scritti dei detenuti e, scegliendo lì tra quelli che ci sembravano più emozionanti, unendoli poi a quelli che si sono distinti nel nostro percorso letterario e, infine, mischiandoli con altri di scrittori “veri”, abbiamo confezionato una pubblicazione che offre un valore sia letterario che umano di grande spessore e autenticità.

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Siamo dunque arrivate per prime in tribunale per guardarci bene intorno: abbiamo respirato l’autorevolezza di una stanza antica e severa, che, sotto il fatidico motto La legge è uguale per tutti, contemplava il vetusto scranno del giudice con gli altrettanto nobili sedili per i giudici a latere, attorno a un tavolo semicircolare in legno di grande bellezza.

C’era di che essere intimiditi.

Pian piano affluiva il pubblico, mentre noi gustavamo il “nostro” libretto fresco e profumato di stampa, disponendone una cinquantina di copie sull’austero tavolo.

Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito abbiamo letto un monologo preparato per l’occasione – ricavato da brani di tanti racconti tra quelli contenuti in Senza Sosta – in maniera da sembrare scritto da un’unica mano per avvalorare l’idea che il livello tra gli scrittori di professione e gli scrittori per reclusione non è poi così distante.

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Abbiamo proseguito con due racconti letti per intero che, ascoltati nel silenzio assorto della sala, sprigionavano tutto il loro pathos e il loro sottile umorismo.

Al termine ha voluto dare la sua testimonianza Ugo, ex detenuto-scrittore, accompagnato dalla sua graziosa e ubbidientissima cagnolona, che non si è separata nemmeno un secondo da lui, incurante delle coccole che tutti le abbiamo offerto. Raro esempio di coerenza e incorruttibilità: chissà se questa maiuscola Aula Delle Colonne ha mai ospitato prima d’ora le silenziose istanze un cane?

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