Archivio mensile:giugno 2011

Interviste: Antonio Paolacci, al timone di Perdisa Pop tra la buona scrittura e il futuro dell’editoria

- Partirei subito col chiederle cosa ne pensa dei nuovi supporti editoriali: mi riferisco ai lettori elettronici di ebook e agli ebook stessi? Avete intenzione di investire in tal senso?
Lo abbiamo già fatto. Siamo stati tra i primi in Italia. Molti titoli del nostro catalogo sono già disponibili anche in formato elettronico, altri ne arriveranno. Si possono acquistare sui principali siti che forniscono il servizio.

- Quali sono le sue idee, la sua linea editoriale?
Fin da quando è nato, il marchio Perdisa Pop propone storie forti, non consolatorie, non fasulle. Quello che comunque più ci interessa è la qualità della scrittura.

- Togliamoci subito la fatica: quale tipo di insegnamento le ha lasciato Luigi Bernardi?
Ho lavorato con lui per anni e non saprei sintetizzare in poche righe questa esperienza lunga e importante. Bernardi mi ha permesso di portare avanti le mie idee, anzitutto. Ha creduto nella mia scrittura. Mi ha insegnato molto con la sua. E continua a farlo.

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Anteprime 2011: noi di Tessere Trame ci siamo!

Dopo la prima fortunata edizione del 2010, Anteprime torna.

Manifestazione culturale unica nel suo genere: gli scrittori incontrano il pubblico per raccontare i loro prossimi romanzi e per renderlo partecipe del processo creativo che si cela dietro la costruzione prima di un’idea, poi di un intero intreccio narrativo.

Noi di Tessere Trame ci saremo per darvi conto in tempo reale degli eventi grazie a Daniela Losini.

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Qui trovate gli autori che partecipano e qui il programma dei tre giorni di manifestazione che partirà il 10 giugno e finirà domenica 12 giugno.

Tre giorni all’insegna delle parole e del confronto.

 

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La città dei ragni

È un racconto di qualche tempo fa. Parla di Milano. Che è la città dei ragni. Non poteva mancare, qui, no?

ph. G. de Luca


Dal cielo

Bordi slabbrati

Un confine di luci

Una tela

Che non sembra reale

Non sembra vera

Dov’è in agguato

Il ragno

Che mi mangerà?

Tanto, tutti i posti sono uguali. Gli aeroporti di tutti i posti sono ancora più uguali. Plastica e vetro e tramezzi, targhe, insegne e contorni netti. Neon. Persone per bene. Spazi.

Spazi piccoli a Linate.

Spazi violati, una volta che un aereo in partenza non è mai decollato, ma è bruciato sulla pista.

Spazi ristretti per chi cerca di entrare per sempre o di uscire per un po’.

Spazi accucciati uno dentro l’altro, ma sempre in confini angusti. Sembra strano che le porte scorrevoli di un posto così piccolo si spalanchino sulla notte di Milano

Che non sembra vera, ma che tiene stretto in pugno, ne sono certa, il ragno che mi mangerà.

Odori.

Odore quasi di Londra, per me, perché da Linate di solito vado e torno: gas di scarico, pioggia, asfalto bagnato, sigaretta sotto l’ombrello. Due città straniere, amate allo stesso modo, allo stesso modo vissute e mai conosciute sul serio.

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