Archivio mensile:maggio 2011

Vanessa Diffenbaugh: Il linguaggio segreto dei fiori, Camelia Network e la scrittura

Incontriamo Vanessa Diffenbaugh una mattina fresca e soleggiata. Il suo romanzo Il linguaggio segreto dei fiori, è un caso editoriale. Racconta la vicenda di Victoria, ragazza danneggiata emotivamente che riesce solo a comunicare attraverso il fiori, racconta di incontri vitali e di vite che si incrociano. Pubblicato da qualche settimana (in Italia da Garzanti il 3 maggio) conta già 23 traduzioni. L’autrice, per sua stessa ammissione, ancora non si rende conto di quello che le sta succedendo.

Ci racconti di Camelia Network, che cos’è per lei?

Ho due passioni: scrivere e prendermi cura di ragazzi in affido. Ho voluto creare Camelia Network, una community online, per poter regalare uno spazio sicuro che consentisse alle persone di aiutare i ragazzi senza famiglia. Desideravo dare loro la possibilità di ricevere aiuto in modo trasparente e chiaro. È possibile sapere cosa succederà ai ragazzi una volta che abbandonano il nido: possono aggiornare i loro profili con foto, status e raccontare cosa gli accade nella vita di tutti i giorni. Volevo una sorta di catena di solidarietà creata con l’aiuto di internet e mettesse in contatto persone che vogliono dare una mano ai ragazzi che ne hanno bisogno. Riconosco la forza della rete e mi è sembrato logico usarla per creare qualcosa di buono e utile e di farne il migliore uso possibile.

Lei usa personalmente internet? Cosa pensa dei social network per rimanere in contatto coi lettori?

All’inizio pensavo che fosse una cosa leggera e senza impegno ma mi sono resa conto che la possibilità di rimanere in contatto con chi ti legge è un grande impegno. Sono affascinata dal grande potere comunicativo e di diffusione che ha la rete (ndr qui la sua pagina Facebook aperta da pochissimo).

Uno dei temi che ci ha colpito del libro è il tema della solitudine: lei crede che l’ambito familiare delle adozioni sia un’alternativa per sconfiggere la solitudine affettiva?

Quando ho adottato Tre’von mi sono chiesta: sarò capace di amarlo? Di dargli quello che cerca? E poi piano piano mi sono resa conto che ogni cosa che succedeva a lui, era come se succedesse a me. Ho capito che quel tipo di empatia e di sentimento tra le persone significa essere una famiglia. Si tratta di stabilire un legame. Noi non siamo la classica famiglia ma siamo in grado di sostenerci e di amarci e questo è fondamentale.

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Mappe sulla Pelle: raccontare un debutto è raccontare le persone

Il debutto di Mappe sulla pelle alla Libreria Millevolti di Torino è stata l’occasione per misurarci con i nostri monologhi (in questo caso quello di Daniela Losini sulla couturier Coco Chanel e quello di Barbara Garlaschelli sulla scrittrice Joyce Carol Oates).

L’incrocio di voci e sguardi, i rimandi da un testo all’altro, la musica dal vivo di Giampaolo Poli che, eccezionalmente, in questa occasione ci ha fatto da colonna sonora, le parole introduttive e conclusive di Eugenia Gilardi, l’attenzione del pubblico, gli appalusi, le domande a fine reading, ci hanno trasmesso segnali positivi.

Ci hanno dato la sensazione che quella percorsa da Mappe è una strada interessante e coinvolgente, non solo per noi autrici e voci dei monologhi, ma soprattutto per il pubblico che ci ha ascoltate.

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Mappe sulla Pelle a Torino: Libreria Millevolti, giovedì 12 maggio ore 18:30

Saremo presenti alla Libreria Millevolti in collaborazione con  OpenArs La Terra dei Lettori in Corso Francia 101 a Torino, giovedì alle 18:30. Tesseranno le trame Eugenia Gilardi, Daniela Losini e Barbara Garlaschelli.

Chi non potrà essere presente potrà assistere al livestreming cliccando qui.

Vi aspettiamo!

 

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Sarah Blake a Milano: parliamo di scrittura e narrazione

Il mondo della letteratura piano piano sta cambiando: le conversazioni sui libri si fanno sicuramente ancora nei circoli di lettura (ne esistono parecchi in Italia) ma va da sé che il web è un enorme aggregatore e la comunità di lettori che si  scambiamo consigli è nutritissima.

Quello che sta succedendo, molto timidamente ma con una certa regolarità (per fortuna), è che gli scrittori e le Case Editrici diventano sempre più consapevoli dell’importanza del legame con le community online, provando a instaurare una conversazione che possa durare nel tempo.

Noi di Tessere Trame siamo state invitate a una tavola rotonda per scambiare due chiacchiere con l’autrice Sarah Blake. Il suo libro “L’Ultima lettera” è stata la scusa per parlare di scrittura, vita di tutti i giorni e rapporto con la Rete.

La trama del libro si snoda attraverso l’intreccio che vede protagoniste tre donne legate da una lettera che non viene consegnata. La narrazione copre un periodo particolare: mentre l’Europa è in guerra, in America si prova a raccontare ciò che sembra non riguardare da vicino la stessa storia americana – poi entreranno in guerra anche gli Usa in un secondo tempo – ma è la distanza dai luoghi dove accadono le cose che rende peculiari le atmosfere narrative.

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